Area Minori

Ogni sintomo è un tentativo di comunicazione. Se questo è vero per gli adulti, lo possiamo vedere come ancor più valido nei minori. Il disagio del bambino va letto ed interpretato nel contesto in cui egli vive, perchè ogni sintomo è una comunicazione che la persona fa con l’obiettivo di chiedere aiuto e per entrare in relazione. Occorre quindi fare una corretta diagnosi per comprendere il motivo per cui il bambino si sta comportando in un determinato modo.

La psicoterapia del bambino si pone l’obiettivo di comprendere la problematica profonda che si nasconde dietro ai sintomi per scioglierla, analizzarla e immettere strategie di cambiamento anche con il coinvolgimento dei genitori. La difficoltà scolastica (quando non è meramente dovuta a disturbi dell’apprendimento), il disturbo d’ansia, il comportamento dirompente, la fobia, le paure o altre situazioni vengono accolte, lette e interpretate. L’obiettivo è “dare parole” a ciò che viene agito nel comportamento: comprendere cioè perché emergono delle difficoltà e come intervenire in modo più efficace.

Nella cassetta degli attrezzi della psicoterapia del bambino ci sono il gioco, il disegno, le storie e la parola, usati in modo creativo e specifico a seconda dell’età e della peculiarità della “piccola persona” che cerca un luogo in cui consegnare qualcosa di molto prezioso di sé… potrà farlo solo quando si sentirà tranquillo di essere nel posto giusto. L’intervento con un minore prevede un lavoro di rete a volte esclusivamente con i genitori, altre volte con il coinvolgimento degli insegnanti o di altre figure significative per lui, a seconda della problematica che egli presenta.

 

Separazione dei Genitori

Nella separazione dei genitori i bambini vivono la conflittualità dentro di sè. I litigi, la rabbia, le comunicazioni che avvengono tra gli adulti vengono introiettate nel figlio, che si trova a portarle dentro di sè come un teatro in cui diversi attori svolgono il loro ruolo. Viene quindi messa in pericolo l’integrità psicofisica del figlio, perchè egli assiste alle diatribe ponendosi ora da una parte, ora dall’altra. Inoltre egli tende a vivere la colpa di ciò che sta avvenendo, in quanto abituato a percepirsi come al centro del mondo. In caso di separazione va quindi aiutato ad elaborare questa fase della sua vita. Ciò può essere fatto dai genitori e dalle figure che si prendono cura di lui. A volte vi è la necessità che i genitori si facciano affiancare in questo delicato compito, perchè ancora troppo coinvolti dalla conflittualità. Farsi aiutare come adulti per far vivere più serenamente questa problematica al figlio può essere un ottimo modo per prendersene cura. Altre volte vi è la necessità di seguire direttamente il bambino, per offrirgli uno spazio neutro dedicato a lui, in cui trovare sollievo, conforto e strumenti per reagire.