L’analisi Transazionale

L’analisi transazionale si fonda su una ricca, e allo stesso tempo semplice, teoria della personalità e ha basi prettamente empiriche e fenomenologiche.

Il suo nome deriva dalla così detta “transazione” ossia lo scambio (verbale e non verbale) che avviene continuamente tra noi esseri umani sotto forma di parole e azioni.

Queste transazioni sono inevitabilmente influenzate da una serie di elementi che fanno parte di ogni individuo.

Tra questi vi sono quelli che l’analisi transazionale definisce “i tre Stati dell’Io”, ovvero le tre strutture da cui è formato il nostro io: l’Io Genitore, l’Io Bambino e l’Io Adulto. Ognuna di queste presenta caratteristiche positive e negative a seconda che favorisca oppure impedisca la nostra indipendenza.

Questi tre Stati dell’Io presenti in ognuno di noi a loro volta si muovono all’interno di quelli che l’Analisi Transazionale definisce “copioni”: ossia degli schemi, nati di solito durante l’infanzia, che l’adulto continua a riproporre nonostante essi non diano più i risultati desiderati o diano addirittura risultati dolorosi e autolesionisti.

Uno degli obiettivi principali dell’Analisi Transazionale è rafforzare nel paziente un’attitudine al Problem Solving, capacità innata che ogni individuo possiede e che consiste nell’individuare i propri bisogni e desideri e nell’agire in maniera concreta ed efficace per realizzarli impiegando tutte le informazioni a disposizione. La spontaneità, intesa come la capacità di reagire in maniera appropriata a quello che avviene “qui e ora”, è da questo punto di vista un fattore essenziale. Secondo l’Analisi Transazionale, infatti, quando siamo spontanei le nostre reazioni naturali ci aiutano a realizzare i nostri bisogni e desideri. Mentre tutte le azioni che finiscono per ostacolarci sono considerate un segnale di non spontaneità.